La neurofinanza, Roma Tor Vergata in prima linea nella nuova scienza sulla predizione degli investimenti
Il periodo in cui stiamo vivendo vede la presenza di molteplici informazioni, eventi che si susseguono, ma probabilmente una scarsa consapevolezza sulle ragioni che ci inducono a determinate decisioni, in particolare nel settore economico.
Lucrezia Fattobene, associata di Economia degli intermediari finanziari presso il dipartimento di Management e diritto, in passato anche ospite al famoso speech stage TedX, durante l'annuale conferenza di Assofondi pensione, tenutasi il 16 giugno 2026 presso l'edificio dell'Acquario romano, ha svelato un settore della ricerca non ancora diffuso in Italia, la neurofinanza. Una scienza che sviluppa attraverso l'associazione Brainline, onlus interuniversitaria di cui l'università di Roma Tor Vergata è socio promotore, che la vede nel ruolo di direttrice scientifica.
Durante l'incontro la docente di Roma Tor Vergata, rispondendo a domande sulle motivazione che spingono a compiere investimenti, sottolinea come “Siamo bombardati da stimoli continuamente e ci sono tanti fattori da processare per il nostro cervello, persino la temperatura della sede in cui ci si trova o la temperatura della sedia in cui sono seduta, per cui la selezione dell'informazione rilevante avviene al di sotto della soglia di consapevolezza. Oggi – prosegue Fattobene – con strumenti come l'eye tracking abbiamo quantificato dove si posano gli occhi del consumatore quando, ad esempio, processano i documenti finanziari che sono pensati per la sua protezione. Nei KID (key information document) informativi spesso si vedono colori quali il blu o il rosso e persino questo aspetto, che in finanza non dovrebbe avere nessuna influenza, invece condiziona il nostro cervello e quindi la scelta”. La professoressa si sofferma poi su fattori importanti per le proprie scelte economiche, soprattutto tra i più giovani “Negli anni c'è stato aumento di inflazione, erosione del potere di acquisto. Chiaramente chi non conosce questi concetti di base, e ha quindi un basso livello di alfabetizzazione finanziaria, non sa neanche come alcune variabili economiche possono influire sul nostro futuro e quindi non ha la sensibilità per pensare a strumenti per tutelarsi, come la previdenza complementare. Quindi ‘sapere' è il primo passo per ‘volere', ma non basta per agire”.
E qui entra in gioco l'aspetto duale di ognuno di noi. “Perché la previdenza complementare non è soltanto una decisione finanziaria. È una decisione intertemporale. In pratica, il nostro cervello deve trovare un accordo tra due persone, quella che siamo oggi e la persona che saremo tra trent'anni. Il problema è che queste due persone non vanno molto d'accordo. La versione di noi che vive oggi vuole partire per il weekend, comprare il nuovo telefono, uscire a cena. La versione di noi che avrà sessantacinque anni vorrebbe avere una pensione più tranquilla. E il nostro cervello – conclude – quasi sempre prende le parti del presente”.
Studi recenti di Brainline hanno messo in risalto in un esperimento quanto tra i giovani il pagamento in denaro contante (cash) sia stato percepito in modo più “doloroso” rispetto al pagamento con carta o smartphone. Un gruppo di ragazzi, messi di fronte a un video che proiettava pagamenti effettuati in modi differenti, hanno reagito in maniera sorprendente. Stesso gesto, stesso effetto, ma la dazione concreta del cash ha avuto un effetto maggiore per il cervello, in termini negativi, su quello virtuale. Un ulteriore tassello nel tentativo di comprendere il grado di consapevolezza delle nuove generazioni nella gestione delle proprie finanze.
A moderare il confronto tra esperti, che insieme alla professoressa Fattobene ha visto la presenza della professoressa Paola Profeta – Università Bocconi e Marco Luppi – consigliere di Presidenza del Consiglio nazionale giovani con delega al lavoro e innovazione, la giornalista Chiara Samorì, direttore editoriale di We Wealth.
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a cura dell'Ufficio Stampa di Ateneo